martedì 11 settembre 2007

Stavolta vincerò comunque.


Quando i giornali erano compiaciuti nel mettere tra gli scandali (?) di calciopoli il goffo tentativo di Alessandro Moggi di trombarsi Ilaria D'Amico sotto la Tour Eiffel, nessuno faceva appelli alla forma e tanto meno all'etica. Vero Fassino?
Come al solito, nel Bel Paese sono brutti cattivi e puzzoni solo gli altri, basta che non mi facciano fare brutta figura e non mi tirino dentro alle loro questioni.
Punta di diamante di questo mini-attacco da terza categoria è Luca Cordero ecc. ecc., l'uomo nel bagagliaio. Non si arrende di fronte all'ipotesi che spiare non sia poi così grave. O meglio, non è grave affatto se lo fa Massimo l'ecologista di Milano, il padrone esaurito degli esauriti che compra giovani punte brasiliane alcolizzate con i soldi fottuti a tutti noi dalle bollette dell'Enel. Se lo fanno i rivali della McLaren, allora no, lui non ci sta più.
Ebbene, per quanto mi riguarda io vincerò comunque, stavolta. Se la scuderia anglo-tedesca sarà assolta, vorrà dire che spiare non è reato, dunque l'uomo nel bagagliaio avrà fatto tanto rumore per nulla e la Ferrari se ne stia muta e rispettosa delle scelte della giustizia sportiva. Se sarà condannata, al contrario, vorrà dire che davvero la non difesa della Juventus nel processo farsa dell'anno scorso è stata pensata, scelta, pesata, deliberata. E la Ferrari esulti di un successo ottenuto nei tribunali, arrivando prima avendo fatto la terza, esattamente come gli esauriti di Milano.
L'unico vero rammarico, per me, è che certi morti con la erre moscia non possano tornare un'oretta qui nel mondo dei vivi, magari con una saldatrice e un bel paio di tenaglie, come dice il boss Marsellus Wallace in Pulp Fiction (foto).

Allora sì che uomini come quello nel bagagliaio dovrebbero iniziare a correre, altro che le gazzelle ogni mattina in Africa...

venerdì 7 settembre 2007

La Riunione informale.


GABETTI: Bene, Signori… La ragione di questo nostro incontro informale, sollecitatomi dall’Ingegner Elkann, non mi è ancora del tutto chiara, sinceramente. In ogni caso, in qualità di responsabile morale del suo graduale insediamento ai vertici della grande famiglia economico finanziaria da me oggi orgogliosamente presieduta, ho ritenuto di dovere accogliere il suo invito, se non altro per la grande stima che mi…

MONTEZEMOLO: Dacci un taglio Gigi. Ho una riunione a Maranello tra meno di due ore.

GABETTI: Sì… Scusa Luca.

MONTEZEMOLO: Ma ti pare?

GABETTI: Dunque… Nonostante la natura riservata ed informale di questo nostro incontro, voglio dare il benvenuto a tutti i partecipanti, i quali con la loro presenza qui oggi dimostrano una volta di più quanto sia forte il legame di ognuno di loro con la nostra grande famiglia: benvenuti all’Ingegner Elkann, a suo fratello Lapo, al Dottor Montezemolo, all’Avvocato Grande Stevens che non ha potuto raggiungerci ma è come se fosse insieme a noi e vi saluta tanto tanto, al presidente Cobolli Gigli, al Dottor Blanc, a tutti coloro, insomma, che non si tirano indietro ogni qualvolta ci sia la necessità di…

MONTEZEMOLO: Gigi, hai rotto i coglioni. Di cosa siamo venuti a parlare, si può sapere?

GABETTI: Sì… Scusa Luca.

MONTEZEMOLO: Ma ti pare?

GABETTI: Non voglio farti perdere altro tempo Luca, però… Scusa, Yaki… non mi avevi detto che doveva venire anche tuo cugino Andrea?

MONTEZEMOLO: Chi!?

YAKI: Ehm… sì… cioè… è per via della cosa che dovevo…

MONTEZEMOLO: Sei impazzito? Da quando ti prendi queste libertà? Chi ti ha dato il permesso di far venire quella gran testa di…

GABETTI: Luca, ti prego… calmati un momento…

MONTEZEMOLO: Calmarmi? Anziché andare avanti qui si va indietro? Mi sembrava di essere stato chiaro! Chi è dentro è dentro. Chi è fuori è fuori. E non si torna su questo discorso… ci siamo capiti?

YAKI: No, Luca… è chiarissimo il tuo discorso, ci mancherebbe…

MONTEZEMOLO: Non mi sembra chiarissimo. Tu non hai capito, bello… Se io mi incaz…

GABETTI: Luca, ti prego…

MONTEZEMOLO: (con gli occhi spiritati, silenzio) …

GABETTI: Yaki, spiegaci la ragione di questa riunione, per favore… Mi ha accennato qualcosa Lapo, ma non credo di aver capito bene cosa sia succ…

YAKI: (rivolto a suo fratello) Cosa?… Lapo! Ti avevo detto di stare zitto testa di… Lapo che fai, dormi?

LAPO: (con gli occhi chiusi, dondolando con la testa a destra e sinistra) You don't have to be rich to be my girl… You don't have to be cool to rule my world... Ain't no particular sign I'm more compatible with... I just want your extra time and your . . . . . kiss

YAKI: (urlando) Lapo!!!

LAPO: Eh?! Sì… Cosa?

YAKI: Per favore Lapo… Potresti spegnere l’iPod… grazie?

LAPO: Oh yes, brother… Salve ragazzi! Wow! Che rimpatriata! Gimme five guys! Riunione in grande style… non so se mi spiego…

MONTEZEMOLO: (rivolgendosi a Yaki) Fallo tacere o gli tiro un calcio nelle pal...

GABETTI: Luca ti prego… calma… Yaki, qual è il problema? Come mai siamo qui oggi?

YAKI: (guardando Lapo in cagnesco) Lo so che potrà sembrarvi strano… Il fatto è che qualche tempo fa ho ricevuto una telefonata e…

MONTEZEMOLO: Ecco bravo, a proposito… Ti dispiacerebbe tenerlo acceso quel cazzo di cellulare? E’ da un mese che quando ho bisogno di parlarti non sei raggiungibile. Cosa c’è, hai paura del telefono?

YAKI: (silenzio)…

LAPO: Oh no! Adesso si ricaga addosso un’altra volta! Aprite le finestre my friends o ci tocca scappare come lepri attraverso i camp…

YAKI: (scagliandosi contro Lapo) Te la tappo a pugni quella bocca, brutto pezzo di m…

GABETTI: (cercando di tenere Yaki per la giacca) Basta ragazzi, insomma! Piantatela!

YAKI: Ok… ok… chiedo scusa a tutti…

LAPO: No problem brother… sai a volte anche a me capita di perdere le staffe ma ci vuole un certo self-control, per mantenere un certo underst…

YAKI: Tu tappati quella bocca! Ho chiesto scusa a loro… con te ne riparliamo a casa più tardi…

MONTEZEMOLO: Ho una riunione tra… un’ora e mezza, a questo punto… Non ditemi che ho spostato i miei impegni per venire qui a sentire questi due mocciosi che si beccano come galline isteriche. Avete una pallida idea di quali e quanti impegni debba onorare io? Ogni santo giorno?

GABETTI: Calmati Luca, non essere così nervoso… io capisco bene che…

MONTEZEMOLO: Calmati un cazzo! Finiscila di dirmi di calmarmi! Non sono affatto agitato! Ho la Confindustria che mi fa continuamente pressioni, la Fiat… non credo di dovervi spiegare nulla sulla Fiat, vero Gigi?

GABETTI: Ci mancherebbe Luca… non è certo questa la sede più…

MONTEZEMOLO: Appunto… sulla Fiat lasciamo perdere…

GABETTI: Certo Luca…

MONTEZEMOLO: (con una smorfia melodrammatica) Ho la Ferrari… la mia amata Ferrari.. la mia adorata Ferrari… che viene impunemente spiata come si fa con i terroristi! Stuprata nella sua purezza da una… manica di inglesi ubriaconi… puzzolenti grassi e pedofili!!!… Che non sarebbero in grado nemmeno di andare in bicicletta se non…

GABETTI: Luca ti prego… calmati un pochino… sei diventato rossissimo…

MONTEZEMOLO: Sono calmo!

LAPO: Chi ha stuprato i pedofili? Un ubriaco, my friend?

MONTEZEMOLO: (accennando uno scatto verso Lapo con i pugni chiusi) Ma porc… Se non la finisci di…

GABETTI: Luca calmati, ti prego…

MONTEZEMOLO: (sistemandosi il ciuffo) Allora… qualcuno si degna di dirmi perché siamo qui?

YAKI: Dunque… è per via di… una telefonata che ho ricevuto… come stavo dicendo prima…

MONTEZEMOLO: E allora?

GABETTI: Luca, abbi pazienza un momento… lasciagli spiegare…

YAKI: Sì… certo… ecco, avrei pensato di fare un momento il punto della situazione per quanto riguarda la… appunto la… situazione della Juventus… per capire se c’è una possibilità per…

MONTEZEMOLO: Non posso credere alle mie orecchie! Ancora con ‘sta storia? Hanno chiesto. Abbiamo dato. Fine. Che si fottano adesso, mica posso preoccuparmi anche della Juventus, io. Non ho voglia di dover ripetere mille volte le stess…

YAKI: Veramente noi come famiglia abbiamo dato ma…

MONTEZEMOLO: Svegliati! Non parlavo di voi né di quei quattro rompicoglioni di esagitati da stadio… Ci hanno chiesto e noi abbiamo dato. Hai dormito in quest’ultimo anno e mezzo, Yaki?


YAKI: No, no… lo so… è che le cose potrebbero camb…

MONTEZEMOLO: Chiesto. Dato. Stop.

BLANC: Scusi se mi permetto, ma non mi pare la giusta modo di…

MONTEZEMOLO: E questo chi è, l’ispettore Clouseau? Ma come parla?

GABETTI: E’ monsieur Blanc, Luca… è l’amministratore delegato della Juventus…

MONTEZEMOLO: Ma che ti vuoi amministrare, Sanbittèr… Quando c’eravamo io e Bendoni… quella era roba seria… altro che Giraudo e company…

BLANC: (bisbigliando all’orecchio di Cobolli) Non ho capito bene…

COBOLLI: (rivolto a Blanc) Niente, niente… ha detto che hai ragione…

BLANC: Ah… voilà…

GABETTI : Quale sarebbe il problema, Yaki ? Cosa dobbiamo vedere sulla Juventus ancora?

YAKI: Mah… così… riflettendoci bene mi è venuta l’idea di… riconsiderare un pochino la situazione… per evitare che magari qualcuno possa prendere male l’attuale assetto societario e sportivo per… così per come li abbiamo modificati…

MONTEZEMOLO: Yaki hai fatto serata con tuo fratello ieri?

YAKI: Come?

MONTEZEMOLO: Mi sembri ubriaco. Chi dovrebbe prendere male che cosa?

YAKI: Ma no… così… pensandoci bene mi sono venuti alcuni dubbi… per esempio sulle scelt…

MONTEZEMOLO: Senti, i dubbi non fanno parte dei tuoi compiti. E tu, Gigi, dovresti incominciare ad essere chiaro su questo, con il ragazzo.

GABETTI: Certo, Luca.

MONTEZEMOLO: Tuo nonno aveva la passione della Juventus? Bene, il capo era lui e non si discuteva. Punto. Però oggi…

YAKI: Ecco… il punto è proprio que…

MONTEZEMOLO: Non mi interrompere.

YAKI: (silenzio)…

MONTEZEMOLO: Oggi le cose sono un po’ cambiate. Abbiamo altri interessi, altri amici che ci vogliono bene… Pensa che sarebbero lieti addirittura di averci insieme a loro nel salotto buono…

YAKI: (silenzio)…

MONTEZEMOLO: Parlo dei Della Valle, dei Tronchetti Provera, dei Moratti, dei…

LAPO: Wow man!!! Hai detto Moratti? He’s OK! My commercial partner... ho avuto un’idea da paura, guys!

MONTEZEMOLO: (guardandolo malissimo) Ti ho già detto…

LAPO: Come sei incazzoso, Lucky Luke… ok, ok… sto zitto…

MONTEZEMOLO: Direi che la riunione ha dato i suoi frutti, no? Siamo tutti d’accordo… democraticamente abbiamo deciso che va tutto benissimo così com’è… Altro da aggiungere?

YAKI: (silenzio)…

LAPO: (silenzio)…

BLANC: (bisbigliando all’orecchio di Cobolli) Che ha detto?

COBOLLI: (rivolto a Blanc) Che va tutto bene, è tutto a posto.

BLANC: Ah... voilà…

GABETTI : Certo, Luca... Prima di congedare i nostri illustrissimi colleghi e amici, una cosa non ho capito bene… Scusa, Yaki… di che telef…

Nella stanza, squilla il telefono.

DRIIIN!

GABETTI: Pronto?

…: (silenzio)…

GABETTI: Si sente malissimo… con chi vuole parlare, scusi?

…: (silenzio)…

GABETTI: Un attimo, prego… Yaki, c’è un signore che vuole parlare con te, non ho capito chi è…

YAKI: (sbiancando di colpo) BURP…BUR… BLEAAARGH!!!

GABETTI: Yaki, ma che hai?

LAPO: Sei un bastardo, Yaki! Guarda cosa hai…

MONTEZEMOLO: Per la miseria… che schifo!

GABETTI: Lapo, smettila! Non vedi che sta male?

LAPO: Ma uffa! Mi ha vomitato sul portatile in carbonio!

BLANC: (bisbigliando all’orecchio di Cobolli) Che ha fatto?

COBOLLI: Che ha fatto… che ha fatto… suvvia Jean Claude… ha vomitato, non lo vedi?

BLANC: Ah… voilà…

MONTEZEMOLO : Lapo! Avevo visto giusto allora... Hai portato tuo fratello a fare baldoria da qualche parte ieri sera? Fumato strano?

LAPO: No! Non sono nemmeno uscito ieri… sto lavorando ad un grande progetto sai… Non ho tempo per le stupidaggini…

GABETTI: Lapo, finiscila… anche la mia pazienza ha un limite…

LAPO: (silenzio)…

GABETTI: Vieni, Yaki… andiamo fuori a prendere una boccata d’aria…

MONTEZEMOLO: A questo punto posso anche andare, mi viene tardi per la riunione a Maranello… Lapo, che te ne pare delle mie nuove TOD’S?

LAPO: Mmh… beh… sì… carine…

MONTEZEMOLO: Carine? Ma che cazzo dici… sono scarpe per gente fica queste… ma che ne vuoi capire tu…

LAPO: Ah sì?… Mi hai cercato e mi hai trovato, man!

MONTEZEMOLO: Come?

LAPO: (tirando fuori un arnese dalla tasca dei pantaloni) Beccati questo, sapientone! Guarda qua… be shocked my friend! Restaci di merda! E questo è ancora un prototipo… non so se mi spiego…

MONTEZEMOLO: Beh? Credi che non abbia mai visto un cellulare?

LAPO: Wake up Lucky Luke! Alzati o arrivi tardi all’appuntamento con la storia… Get down baby! Dacci dentro se vuoi godere! Cellulare? Ma tu sei fuori come un satellite… te lo dico io…

MONTEZEMOLO: Non ti allargare… mi stai facendo girare le p…

LAPO: Questo è il SURVIVALPHONE, baby… Ne ho parlato a Massimo… sai, l’ecologista di Milano… mi ha detto che gli può interessare… deve sentire anche Gino Strada per un parere…

MONTEZEMOLO: Cosa?

LAPO: Guarda qua… doppio uso… SURVIVALPHONE… telefono multifunzione specifico per il mercato mediorientale…

MONTEZEMOLO: Ma che cazzo dici? Hai ripreso a… viaggiare? Ci sei?

LAPO: Il telefono della sopravvivenza… tutto in carbonio, ovviamente… dual band… o meglio… dual function… da paura!

MONTEZEMOLO: (guardandolo allibito) Eh?

LAPO: Lo vendi sia ai soldati che agli ostaggi… Attento bene Lucky Luke… Mode 1 on / Mode 2 off… il telefono funziona come un navigatore satellitare… Ti hanno rapito? Sei scappato ma ti sei perso? No problem, my friend! Con SURVIVALPHONE ti orienti a tutta manetta e ritorni a casa dalla mamma! Yeah boy!

MONTEZEMOLO: (sempre più allibito): Ma che c…

LAPO: Ma ora tieniti forte Lucky Luke… Mode 1 off / Mode 2 on… il telefono funziona come una mina anti-uomo… Ti è scappato l’ostaggio? Sai che non può essere andato lontano? No problem, my friend! Lo piazzi sul sentiero che porta alla libertà e l’ostaggio si spalma per tutto il campo base in pezzi piccoli così!

MONTEZEMOLO: (silenzio)…

LAPO: Che testa c’ho? Eh... Lucky Luke? Non fai più lo spiritoso adesso eh? Luca… mi stai ascoltando?

MONTEZEMOLO: (guardando la porta finestra da dove sta tornando Yaki) Cosa c’è, Yaki?

YAKI: (silenzio)…

LAPO: Urca… che faccia che hai…

MONTEZEMOLO: Yaki… va tutto bene?

YAKI: Credo che Gabetti non si senta bene… è fuori in giardino…

MONTEZEMOLO: Perché?

YAKI: Non lo so… stavamo parlando e lui non si è sentito tanto bene…

LAPO (voltandosi di scatto a fissare Yaki, con un’espressione preoccupata per davvero, una volta tanto nella vita) Yaki…

YAKI: Che dovevo fare?

LAPO: Yaki…

YAKI: Che dovevo fare?

LAPO: Merda… gliel’ha detto…

MONTEZEMOLO: Detto cosa? Di cosa state parlando?

BLANC: (bisbigliando all’orecchio di Cobolli) Che hanno detto?

COBOLLI: Non so… ma credo che siamo tutti nella merda…

BLANC: Ah… voilà...






Non pensavo di poter trovare così tanti compagni di viaggio in così poco tempo. Potrebbe anche non essere finita qui.


Hai visto mai, almeno una volta nella vita...




A DAY IN THE LIFE (The Beatles, 1967)



giovedì 6 settembre 2007

Barcolla ma non molla.


Su La Stampa di oggi, il mimo si supera. Lo dicevo che, quando pensi di averlo sentito raggiungere il top delle minchiate, lui estrae il jolly e ti mette al tappeto. Puntuale come le tasse, eccolo.
Non gli è da meno il mitico Vergnano (autore dell'intervista), il quale esordisce chiedendogli se la mancata elezione nel consiglio di Lega rappresenti il segnale che "la Juve fa di nuovo paura".
No, acuto giornalista. Per quanto mi irriti spiegare l'ovvio (specialmente quando penso di farlo con chi si finge tonto), lo faccio: la trombatura del mimo rappresenta semplicemente il segnale che l'operazione simpatia da parte dell'associazione per deprimere (cioè la compagnia dello smile) non è servita a nulla. Ma non solo. Qualche risultato lo ha portato: per esempio i travasi di bile per qualche milione di tifosi ogni volta che il mimo parla, oltre al fatto, il più importante e riuscito di tutti, che la Juve oggi come oggi non conta assolutamente un cazzo come la più anonima delle squadrette.
Il jolly, dicevo. Il colpo da K.O., il mimo lo sferra con la minacciosa frase ad effetto sugli esiti della mancata elezione in consiglio. I deboli di cuore si mettano a sedere. Gli eventuali cacciatori di quaglie, chiudano sotto chiave la doppietta e si ammanettino al termosifone. Non voglio avere stragi sulla coscienza.
Pronti? Ok, vado... Ha detto che "Nessuno ha i tifosi della Juve, non accetteremo espropri".
Espropri? Perchè, presidente, è mai successo di subire degli espropri ultimamente?

Hai del talento, mimo. Clicca qui.

martedì 4 settembre 2007

"Ripartiremo dal basso".



Come si fa con la più classica delle bastardate, si invita lo sfigato di turno alla festa delle medie e gli si fa credere che limonerà duro.
Una volta entrato nella tana, tutti a prenderlo per il culo e di limonare, ovviamente, non se ne parla nemmeno.
Così è successo al Mimo, trombato come un novellino all'assemblea della Lega calcio. Al suo posto, è stato eletto il presidente del Parma Ghirardi, che ha più o meno la mia età ma potrebbe essere la mia custodia rigida da viaggio. Un altro che dovrebbe stare un po' più attento ai trigliceridi.
Non ti arrabbiare presidente. Ti vogliamo tanto bene e per dimostrartelo ti dedichiamo questa simpatica filastrocca.

Firmato: i milioni di tuoi bambini (clicca sul filmato e fatti un KARAOKE con il testo).

Erano innamorati i Cobolli Gigli
lei lo chiamava "Cobo" lui invece "Gigli"
vivevano in un fiume giù nel Marocco
lui sempre insieme a "Gigli" lei insieme a Cobo.
Ma in questa che è una dolce storia d'amor
arriva tutt'a un tratto su una barca un cacciator...
Lo videro arrivare i Cobolli Gigli
lei disse: "Scappa Cobo!, lui: "Scappa Gigli!"
Fu più veloce Cobo e riuscì a scappare,
ma Gigli fu più lenta e il cacciatore
la caricò su in barca dicendo: "Yes!
io ne farò borsette,portafogli e beauty-case".
Povero Cobo senza la sua Gigli!
chiama raccolta tutti i coccodrilli
dice piangendo: "Amici, un cacciatore
si porta via sul fiume il mio grande amore!
Ne vuole far borsette e beauty-case
amici miei, salviamola !" E quelli fanno: "Yes!"
Erano più di mille i Cobolli Gigli
che scesero nel fiume a cercar la Gigli,
vedendoli arrivare, il cacciatore
buttò la Gigli in acqua per poi scappare.
Ed è così che Cobo è tornato ancor
a vivere con Gigli il suo bel sogno d'amor!
Son tornati insieme i Cobolli Gigli
e lei lo chiama "Cobo" lui invece "Gigli"
e vivono felici giù nel Marocco
lui sempre insieme a Gigli, lei insieme a Cobo,
lui sempre insieme a Gigli, lei sempre insieme a Cobo...
lui sempre insieme a Gigli, lei sempre insieme a Cobo...

lunedì 3 settembre 2007

Il vento non cambia, cari.


Scrive oggi la prima firma sportiva dell'organo di partito che il vento è cambiato. Tre rigori contro alla Juve, di cui uno "rettificato". Io dico che non è cambiato il vento, manco un po'.
In pieno regno Triadesco, autunno 2004, la squadra più forte degli ultimi dieci anni si giocava una partita di campionato a Reggio Calabria. Secondo il teorema degli esauriti, in quel periodo Moggi & C. stavano muovendo i burattini dello spettacolo a loro piacimento. Di quella partita, grazie alle cronache equilibrate ed imparziali di questi ultimi mesi, si ricorda un solo episodio: il signor 71 chiuso negli spogliatoi da Orco Luciano e Lupo Antonio.
Agli smemorati a comando, ricordo che il signor 71 in campo non diede un rigore imperiale alla Juve e le annullò due gol, di cui uno stra-valido. Totale: Reggina 2 Juventus 1. Si vede che in quei giorni i telefonini non prendevano.
Ieri i rigori per il Cagliari ci stavano tutti e due, mentre quello che non c'era è stato coraggiosamente annullato dalla segnalazione di un guardalinee. Paradossalmente, sembrerebbe che le cose stiano cambiando in meglio, rispetto ai bei tempi.
Ma siccome io non sono convinto che il mondo pallonaro sia diventato di colpo L'Isola che non c'è, anzi, interpreto la vicenda come segue: non si tratta di vento ma di scorregge, esattamente come prima.

La differenza è che oggi, grazie alla malafede del nuovo corso, non puzzano più.

sabato 1 settembre 2007

Vita bassa.


Una vita da guerriero (presentato da Mondadori alla presenza di Paolo Bonolis, quello de "Il senso della vita"). Una vita da mediano (quella di Oriali, ma non solo, secondo Ligabue, che ha la vita molto bassa). "Una gioia infinita (?) che dura una vita (!) pazza Inter amala" (testo dell'esaurinno).
Storie di vita. Una vita azzannata, sudata, goduta, onorata, testata (questa è sottile, chi non la capisce mi mandi una esaur e-mail).
Storie di vita vissuta.

In ogni caso, non vincete un cazzo. Da una vita.

venerdì 31 agosto 2007

Tanti auguri a noi.


L'uomo nel bagagliaio compie 60 anni, e su giornali e web si sprecano gli inchini, gli applausi, le piroette. Le palpatine non ancora ma prima di sera non si sa mai.
Il presidente della Fiat, della Ferrari, della Confidustria (che qualche voce molto attendibile vorrebbe in procinto di diventare presidente di RCS, Rai, Confcommercio, Confesercenti, Autostrade, Mediaset, Mediobanca, Generali, Bmw, Microsoft, Nestlè, Telecom, Chevron, Sony, Mattel e Gardaland), non si era mai avvicinato così tanto al cuore del sistema, se non per guardare ma senza poter toccare (foto).
Oggi è anche l'anniversario dell'impavido ritiro del ricorso al TAR, da parte della compagnia dello smile, grazie al quale quelli come me si sono trasformati (da Bruto) in Nemo per decreto. Cosa ci sia dietro l'angolo, chi lo sa. Credo che oggi come oggi, di angoli dove poter nascondere sorprese non ne esistano mica tanti, anzi. Vedo un vuoto cosmico artificiale, creato ad arte da ometti piccoli piccoli, i quali non hanno avuto nemmeno il buon gusto di piazzarci in fondo un orizzonte, giusto per consentire a quelli come me di guardare qualcosa quando la noia diventerà pesante da sopportare.
Pazienza, farò qualcosa di poco originale ma che spesso ha dato i suoi frutti: mi siedo sulla riva e aspetto. Non sarà neanche tanto male, di sicuro non sarò solo. Nell'attesa, due lanci con la mosca ai lati della corrente me li faccio, pescare è l'altra mia grande passione.

Questa non me la toglierai, ometto piccolo piccolo.

giovedì 30 agosto 2007

La prova di un esaurimento irreversibile.


DEDICATO A CRAZEOLOGY, CHE SU J1897.COM SPALMA L'ANIMA PER RIPRENDERE A SOGNARE E OGGI RIENTRA DALL' "ESILIO".
DEDICATO AL DR. ZOIDBERG, CHE CON UN LAVORO IMMANE MI HA AIUTATO A CAPIRE ANCHE CIO' CHE NON CAPIVO.
DEDICATO A TUTTI QUELLI CHE NON CONOSCO, MA E' COME SE FOSSIMO INSIEME DA UNA VITA SU QUESTO CARRO SGANGHERATO, AGGRAPPATI COME SCIMMIE ANCHE SENZA SAPERE DOVE E QUANDO SI FERMERA'.
DEDICATO A SAMUELE, CHE NON SA NULLA DI TUTTO QUESTO, MA QUELLA DOMENICA DEL MAGGIO 2005 HA AVUTO IL SUO BATTESIMO DEL FUOCO. E' QUEL COSINO DI SPALLE, NELLA FOTO SOTTO AL TITOLO DEL BLOG.

Il sottotitolo del blog parla chiaro: qui scrivo le mie riflessioni su cos'è diventata la passione che avevo, per quella Juve e per il mondo di cui era protagonista, dopo l'estate 2006. Ciò che resta di un'estate che non ho capito, riassume proprio questo.
Non c'è un solo post, da quando ho iniziato questo gioco (ma non troppo, ahimè), che non richiami quegli eventi, o chi ne ha sostenuto l'inarrestabile avanzata, come causa più o meno diretta di quanto inesorabilmente accade oggi. Tutti tranne uno, credo, sulla tragedia di Vinovo.
Volendo spingere un po' più in là l'orizzonte, diciamo che questo blog vuole essere un tentativo, senza pretese ma con parecchie speranze, di schizzare con l'acqua fredda la mente di qualcuno, fosse anche uno soltanto, che in perfetta buona fede non ha pensato troppo a quanto il sole di calciopoli gliel'abbia avvolta, sopita e magari disorientata, con il suo tepore.
E' anche, questo blog, l'occasione per esprimere profondo dissenso verso un modo di concepire il mondo e il prossimo che regna, oramai, come incontrastato modello di riferimento attivamente o passivamente accettato dalla maggior parte degli uomini e delle donne di questo Paese. Un modo di concepire il mondo che non ha, ovviamente, risparmiato i protagonisti di quell'estate del 2006, fossero essi attori, come Moggi & C., o spettatori (paganti, tra l'altro) come noi tifosi.
Il post del 14 agosto, La telefonata, ha finito anche per toccare il vecchio tema del rispetto per chi non c'è più. Bene, anche di questo, inevitabilmente, si parla e si parlerà ancora, su questo blog. Non esiste un modo per ripercorrere criticamente un periodo storico e, soprattutto, le azioni di chi ne è stato protagonista, senza correre il rischio dover coinvolgere anche persone scomparse. Non ho mai sopportato il ruolo di "detergente della vita vissuta" che la morte ricopre col suo sopraggiungere, secondo una cultura molto nostrana. Rispettare un morto, secondo me, non significa depennare dalla lista delle proprie critiche tutto quanto egli abbia oggettivamente fatto o detto da vivo, travestendo questa scelta da "rispetto della memoria". Mi piace ripetere che preferisco di gran lunga il rispetto dei vivi per i vivi. Se per chi muore una qualche assoluzione possa o meno arrivare, è materia riservata a chi lo crede. Quindi non a tutti. E comunque la divina assoluzione non ricompensa, in alcun modo, chi il male (poco o tanto, non importa) lo ha subìto e magari sopportato. Oppure, peggio, continua a subirlo e sopportarlo, non potendo scegliere di passare all'incasso presso alcun Dio.
Il modo di concepire il mondo e il prossimo, secondo me, oggi è dettato e rappresentato da tre macro-tipologie di individui. Quello a sinistra, nella foto sotto al titolo, quello al centro e quello a destra. Se volete, restando in casa nostra, Luca Di Montezemolo, Lapo Elkann e John Elkann, con la sola differenza che qui manca il caro estinto, ma non è così rilevante ai fini del ragionamento, almeno secondo la mia filosofia. In altre parole: l'arroganza senza portafoglio, l'inettidudine abbinata al portafoglio bello pieno e la finta purezza.
Con questa premessa, introduco il post di oggi, per il quale ho ripescato dal sito degli esauriti un pensiero di addio del padrone esaurito degli esauriti a Giacinto Facchetti, giusto un anno fa. Lo lessi allora e lo trovai delirante. Oggi, col senno di poi, è anche peggio:

MORATTI: CARO CIPE...
Lunedì, 04 Settembre 2006 18:57:09
Caro Cipe,non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile. Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me.Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all’ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili.Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l’espressione di chi ti vuole bene - dell’Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane.Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace. Fantastico. Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell’Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare.Grazie ancora di aver onorato l’Inter, e con lei tutti noi.

Che questo inetto col portafoglio bello pieno riuscisse a parlare di arbitri anche salutando per l'ultima volta un amico scomparso, mi sembrò talmente fuori luogo da stordirmi come un pugno di Tyson in pieno volto.

Oggi, col senno di poi, mi fa semplicemente schifo.

mercoledì 29 agosto 2007

Ponzio Pelato.


Va bene discutere di figa (perchè è di questo che parlavate, giusto?) insieme a Collina e Meani nella tranquillità del ristorante (chiuso) di quest'ultimo. Va bene che la sanzione per questa bagattella, come dice Berlusconi alla moglie dopo aver provato ad arrampicarsi su una velina, è stata pesantissima - neo designatore Collina, Champions League a voi - va bene tutto, insomma.
Ora che il calcio è finalmente pulito, però, sia coerente: chiami il presidente del Siviglia, chiami l'Uefa, e dica a entrambi che, venerdì sera a Montecarlo, non si gioca. Lo dica agli spagnoli, perchè non sono in condizione di pensare ad altro che alla scomparsa di un ragazzo di 22 anni, un loro ragazzo. E lo dica all'Uefa, perchè non è in condizione di pensare e basta.
Una precisazione: non è per demagogia che scrivo di non giocare, non è per il lutto da rispettare. Quando un ragazzo, magari minorenne, muore su un'impalcatura, mica si rimanda la costruzione di travi e solette. Spesso, manco si chiude il cantiere. E' proprio in nome di quella sportività che lei, zio Fester, rappresenta insieme al nuovo calcio dell'onestà e della buona fede. Come potrebbe godere di una vittoria contro gente che, due giorni prima, ha seppellito un compagno di squadra di 22 anni, insieme ai ricordi, ai sogni ed alla voglia di vedere un figlio il prossimo settembre, e che loro vedranno ma senza suo padre? Come potrebbe considerare "regolare" una partita del genere?
Faccia uno sforzo, una volta nella vita, la grinta non le manca.

Lo so perchè l'ho vista con i miei occhi, com'è bravo lei a difendere la regolarità di una partita. Quella notte a Marsiglia...

lunedì 27 agosto 2007

Mannaggia al Mago...


Dopo avere postato su un paio di forum bianconeri la telefonata tra l'Avvocato e John Elkann, il Mago di Ios mi ha suggerito di postarla anche sul blog di Lapo Elkann.
Siccome io sono come Roger Rabbit quando sentiva la canconcina di Ammazza la vecchia col flit!, non ho saputo trattenermi e gli ho dato retta. Il risultato, pensavo peggio a dire il vero, è stata una considerazione filosofico-morale da parte di un esaurito. Sì, proprio di un esaurito, e la riporto integralmente qui:

Credo sarebbe opportuno utilizzare questo strumento per commentare, condividere e sicuramente anche criticare i temi trattati. E’, tuttavia, di cattivo gusto il solo fatto di nominare persone che non hanno più possibilità di replica e che per di più sono state di esempio nella vita e nel lavoro per diverse generazioni. Quanto ai tifosi juventini (e io sono interista) farebbero meglio ad augurarsi che per svariati decenni la Famiglia continui a mantenere il controllo della Società e…..magari…..con Lapo Presidente!
Bye

Risposta:

E’ stato d’esempio per diverse generazioni, ma non per tutti e non abbastanza, evidentemente. Tu, da interista, hai tutto il diritto di essere esaurito, chi non lo è di voi, in fondo? Però questa menata di chi non c’è più è davvero stucchevole, al limite del bigotto, secondo me. E’ stato un gioco, credo che il cattivo gusto si possa trovare altrove, se proprio cerchi qualcosa per cui scandalizzarti tanto. In quanto al controllo della società, questione di opinioni. Per voi esauriti, io mi auguro davvero che la Famiglia (la vostra) rimanga in eterno.
Non riesco ad immaginare di meglio. Per noi.

Seppure in percentuale insignificante, anche alcuni utenti (teoricamente) non esauriti dei forum, avevano criticato l'abuso di persona scomparsa da parte mia. Chiudiamola qui, per carità. Ma solo fino alla prossima volta.

Perchè sono come Roger Rabbit, che ci posso fare?

Interista, diventi pazzo.


L'allenatore degli esauriti si è lamentato per il caldo di ieri a San Siro, dove la sua squadra di esauriti ha già esaurito la verve dello scorso anno. Roba da esaurimento.
La Juve invece, grazie all'utilizzo di alcune SIM CARD svizzere rinvenute da Jean Claude Blanc nel cassetto di una scrivania in Corso Galileo Ferraris, ha ottenuto lo spostamento della gara interna contro il Livorno a sabato sera, dove grazie alla complicità di un clima temperato/ventilato/poco umido/quasi freschino, ha vinto 5 a 1. Deve essere andata così (le intercettazioni salteranno fuori tra qualche mese) perchè non si spiega, altrimenti, questo improvviso ritorno al passato che gli esiti di calciopoli avrebbero dovuto cancellare per sempre.
Interista, diventi pazzo. Io mi permetto, non per il tuo bene che non mi importa, ma per umana pietà , di darti qualche dritta per provare a star meglio in futuro:
1. Acquistare Buffon, Zebina, Cannavaro, Thuram, Zambrotta, Camoranesi, Nedved, Emerson e Trezeguet. Questi, in aggiunta a Vieira e Ibrahimovic, dovrebbero garantirti un ottimo rendimento in campionato. Ah, dimenticavo, importantissimo: esonerare quello che va a sinistra e prendere Capello. Altrimenti, non serve a nulla tutto il resto.
2. Mandare i giocatori della rosa attuale in Argentina a farsi una plastica facciale collettiva, proprio come facevano alcuni latitanti nazisti delle S S dopo il Processo di Norimberga. Ovviamente, le facce dovranno riprodurre quelle dei giocatori della Juventus. Non vincerete un cazzo lo stesso, ma almeno vi sembrerà di veder perdere noi e sarete un po' meno esauriti.
3. Diventare juventino. In questo caso, una cortesia: prima curati l'esaurimento.

Da noi, negli ultimi 109 anni o giù di lì, si è pianto pochino. Ti scoprirebbero subito.

sabato 25 agosto 2007

Tregua.


Stasera si comincia. Avrei qualcosa da dire al padrone (esaurito) degli esauriti, ma mi metto il tappo e rimando ai prossimi giorni. Tregua.
Sono curioso di scoprire che sapore avrà guardare la Juve sullo stesso palcoscenico di un anno e mezzo fa, mentre cerca di imparare daccapo una parte che conosceva a memoria. Da Lupo a Cappuccetto Rosso, il salto non è da poco. Ho una convinzione, però: che i reduci della Juve che non c'è più, siano rimasti in numero sufficiente da poter insegnare, a tutti, le regole della vita nel bosco. E che nel cestino della merenda da portare alla nonna, abbiano messo anche un bel randello, da adoperare nel caso si avvicinasse qualche lupo sfigato e troppo sicuro di sè.
Per il resto, patirò, mi incazzerò o godrò come sempre, temo.

Come sempre, ma non come prima. Credo.

venerdì 24 agosto 2007

Occhio ai trigliceridi.


Per chi sottovaluta l'impatto che possono avere, ad esempio, troppi pasti consumati da McDonald's, piuttosto che la salama da sugo o la focaccia con i ciccioli, ci sono due esempi da prendere come riferimento/monito.
Il primo è il Prof. Giorgio Calabrese, tra i più quotati esperti internazionali in scienza dell'alimentazione. Il secondo è Marco Tardelli, il quale dopo la cessata attività sportiva ha evidentemente introdotto nel proprio organismo quantità davvero impressionanti di trigliceridi. Siccome è noto il legame tra questi ultimi e lo sviluppo dell'arteriosclerosi, l'ex membro del Cda juventino ha detto:
1. «Penso che l’obiettivo della Juve sia entrare in Champions League, ma non sarà facile».
Minchia che acume, meglio di Sherlock Holmes!
2. «Entrare in Champions non sarà facile perchè la concorrenza è agguerrita e c’è sempre qualcuno che rende al massimo. Lazio, Fiorentina, Palermo, Roma, Sampdoria, Udinese, c’è solo l’imbarazzo della scelta».
Solo lui e il mimo pensano alla Juve come rivale dell'Udinese, del Palermo, della Samp, ecc... Ambiziosi!
Alla domanda se i tifosi avranno la pazienza di aspettare i risultati, ha risposto:
3. «La Juventus, i sacrifici li ha fatti e loro lo sanno bene. Se sono tifosi, come io credo, sosterranno la squadra nella buona e nella cattiva sorte».
Sosterranno la squadra, appunto. Nessuno al di fuori di questo, sia ben chiaro, cavallo goloso.
L'autore dell'intervista, fa poi questa considerazione:
"I tifosi hanno risposto piuttosto bene (abbonamenti oltre quota 16.000)".

Certo, 16.000 abbonati sono roba da leccarsi i baffi. Carta canta.

La prima firma sportiva dell'organo di partito.


Ha scritto testualmente, su La Stampa di ieri, 23 agosto 2007:
"Con l’ascesa di Juventus, Genoa e Napoli, la serie A riappende al muro 38 scudetti. Gli arbitri li designerà Collina: la bussola di cui avevano bisogno".
Si metta d'accordo con il mimo, il quale sostiene che i nostri scudetti sono 29. Il totale Juve + Genoa + Napoli ammonterebbe a 40, quindi.
Nel giudizio su Collina, delle due l'una: o è in malafede, o è incipiente la demenza senile. Siccome voglio affondare il mio rancore (mai nascosto, che ci posso fare?) per lo stupro di gruppo subìto dalla Juventus nell'anno di grazia 2006, propendo decisamente per la prima ipotesi.
Fingere di non sapere come agiva il cavallo di razza senza criniera è eticamente nauseante, se a farlo è una persona che vive di giornalismo sportivo, oltretutto da un pulpito prestigioso e, quindi, in grado di segnare con la vernice fluorescente il sentiero delle opinioni altrui.
Uno degli utenti più noti nel mondo dei forum bianconeri - Montero 77 - , riporta sotto al titolo del proprio blog una defizione datagli da Roberto Beccantini (foto). Lo ha ribattezzato "il Furino che pressa per e-mail".
Per quale invidiabile congiunzione astrale noi tifosi della Juventus siamo così civili e disposti al confronto dialettico, è un mistero che non so spiegarmi, se non con il fatto che siamo stati abituati a vivere il calcio quasi sempre abbinato alle vittorie, con la scorta dell'immensa classe ed educazione dell'Avvocato Agnelli. O, magari, perchè abbiamo avuto la fortuna di passare più tempo a studiare che a pascolare incontrollati nelle periferie di qualche borgata poco nobile della Capitale. Così non nascondo neppure un innato snobismo sabaudo, che risulterà indigesto ai più.
Sta di fatto che, a certe affermazioni (quella su Collina) al limite della provocazione strafottente, tifoserie tipo quella laziale (per fare un esempio a caso) risponderebbero sì pressando, ma senza usare tastiera e mouse. Probabilmente, lo farebbero con il manico del badile.
Ora, se qualcuno pensa che il mio sia un auspicio, me ne scuso profondamente, negando con tutta la forza che ho una tale interpretazione di questo sfogo. Solo gradirei, una volta tanto, che si iniziasse a trattare la materia di calciopoli, e le sue conseguenze, con il dovuto rispetto di tutti.

E con la dovuta professionalità. Costi quel che costi.

giovedì 23 agosto 2007

Come hai detto?


YAKI: Mister, glielo ripeto: voglio giocare anch'io.
RANIERI: Ti ho detto che non si può, e comunque non serve la racchetta per giocare a calcio. Non è una bugia per non farti giocare, davvero non serve. Adesso per favore lasciami lavorare. Sei solo? Non c'è papà fuori?
YAKI: Guardi che io sono un Elkann, sa? Se ci fosse ancora mio nonno verrebbe qui e la metterebbe subito in riga. Lei è un dipendente!
Ecco, credo sia stato in questo preciso istante che il fotografo ha immortalato la scena (foto). Qui il mister, con un'espressione che è tutta un programma, considerata la sua riconosciuta indole da gentiluomo, deve aver chiuso lo sgradevole siparietto:
"Se non ti levi dai coglioni, e in fretta anche, ti allungo una testata che il naso ti si ferma contro la nuca."

Dello spiacevole episodio, nessun organo di stampa ha dato notizia, per non disturbare l'ambiente. Come sempre, d'altronde.

mercoledì 22 agosto 2007

No limits.


E' incredibile come, in un mese o poco più di pensierini assortiti sul blog, possa già capitare di auto-citarmi, come il più rincoglionito dei politici di professione.
Era il 23 luglio quando le voci di mercato e le dichiarazioni del PUM(m)Arola mi ispirarono questo post: clicca qui
Una sola cosa è cambiata, rispetto ad allora: il triplo salto mortale carpiato rovesciato del paraculo, è diventato il quadruplo salto mortale carpiato rovesciato del paraculo.
A questo punto, non voglio essere da meno di questi virtuosi dell'arte circense. Quando li vedrò in campo con certe maglie sulle spalle, mi inventerò anch'io qualcosa di fenomenale.

Mi sto già allenando. Vomiterò sul soffitto.

martedì 21 agosto 2007

Buh! Vi ho spaventati?


Quando pensi che il mimo abbia esaurito la sua copiosa scorta di cazzate, lui appare dal nulla come un cacciatore di teste del Borneo e ne spara un'altra.
Il mitico artista dell'intrattenimento (nella foto si esibisce in un numero di prestidigitazione, al suo fianco uno stupefatto Jean Claude Blanc) ha affermato che si accontenterebbe di arrivare quarto in campionato. In effetti, con la squadra che ha allestito al netto dei pochi reduci di una squadra che non c'è più, arrivare quarti sarebbe come abbattere un tirannosauro con un colpo di kung fu: strabiliante. Come dice il Mago di Ios, qualcuno dovrebbe dirgli, convincendolo una buona volta, che non siamo l'Udinese ma la Juventus. E' un particolare, questo, da tenere bene a mente in ogni momento del giorno e della notte, per un presidente che aspiri a rimanere nella storia della squadra più amata d'Italia, grazie a qualcosa di diverso dall'averne ridimensionato le aspirazioni fino al ridicolo.
Sulla seconda affermazione di giornata, secondo la quale Del Piero "è un imperativo categorico e con Blanc troveranno una strada per raggiungere l’accordo", mi tocco le palle sulle note della hit dell'estate 2006: "Il bimenotrenta è inaudito, sono incazzato nero: si va al TAR".

Parole e musica erano del mimo, per gli smemorati.

lunedì 20 agosto 2007

Vai a sinistra.



Dal sito uffìciale degli esauriti, risulta una rosa composta da 27 giocatori. Se non ricordo male, il calcio si gioca con squadre formate da 11 elementi, tranne la Juve che ne può schierare 14 (compresa la terna arbitrale), secondo un postulato degli esauriti accettato dalla geronto-associazione Borrelli-Ruperto.
Il mister pluridecorato a tavolino degli esauriti (foto), dopo la prima tappa di un Grande Slam che quest'anno difficilmente gli sfuggirà, ha detto che ha "poche alternative a destra". Effettivamente, aggiungo io, Maicon, Zanetti, Stankovic e Figo non sono sufficienti a garantire affidabilità e qualità in quella zona del campo.

Se ha poche alternative a destra, faccia una cosa, mister: si butti tutto a sinistra, confidiamo nel sopraggiungere di un TIR. Magari guidato da un autista ubriaco.

domenica 19 agosto 2007

Fratelli e sorelle.


Caro difensore scarso degli esauriti,
ti volevo ringraziare per aver messo fine al dilemma che da oltre un anno ci toglieva il sonno. Non sapere cosa avevi detto a Zizou quella notte a Berlino, era un buco nero nell'anima che non so per quanto tempo avrei potuto ancora sopportare. Hai scelto il modo più sobrio ed originale, dando l'anteprima esclusiva della rivelazione alle colonne di Sorrisi e Canzoni TV.
Onestamente, il fatto che qualcuno avesse tentato di fare un grosso buco nel tuo corpicione, per vedere quanta ignoranza contenesse, mi sarebbe bastato anche privo di spiegazioni. Ma così, ho capito il senso di quel gesto sconsiderato: Zizou si sentiva inferiore a te, anche se per quel solo, piccolo particolare. Aveva capito che la finale mondiale gli stava scappando di mano e che quindi, da lì a poco, sareste stai pari: un mondiale vinto lui e uno tu. Così, in pochi istanti, ha fatto scorrere nella sua mente le vostre due carriere, non vedendoci nulla di simile a dire il vero. Però nella foga del momento deve aver pensato "sì, sì... mi manca solo quello, per essere finalmente un fuoriclasse come Materazzi". E così... sbam! una capocciata da brivido e speriamo in bene!
Gli è andata male, povero Zizou: rimarrà per sempre il fenomeno che tutti abbiamo adorato (per un assaggino, vedere il filmato qui in basso).
Tu, difensore scarso degli esauriti, rimarrai per sempre il difensore scarso degli esauriti.

Perchè non ha capito una cosa, Zizou: che tu, le capocciate, le hai prese da piccolo, e non contro un avversario ma quasi sicuramente sul pavimento. Tantissime.


sabato 18 agosto 2007

God save the Queen.


Questo gentleman (foto), che sembra Lapo Elkann da vecchio, ha intenzione di comprare il Queens Park Rangers, squadra con qualche anno in più della Juventus e parecchi trofei in meno.
La cosa non mi tocca più di tanto, specialmente adesso che qualche paladino del mondo perfetto è riuscito a togliermi gran parte dell'interesse e dell'entusiasmo per la squadra che amo. Mi dispiace un po', da nostalgico della Triade quale sono, che più di una fonte associ all'operazione QPR anche il nome di Antonio Giraudo, dal quale mi aspetto prima o poi qualche parola, magari poche rispetto alle tante dette da Moggi, ma dall'effetto molto più urticante. Rientrare nel mondo del calcio, se così sarà, dalla porta di servizio di un Paese straniero, sarebbe oggi l'unico modo possibile, per l'ex amministratore delegato bianconero. Il clima irrespirabile, più che la squalifica, castrerebbe sul nascere qualsiasi sua iniziativa qui da noi, anche se un certo Galliani, lo scorso autunno, girava indisturbato (e squalificato) per l'Europa a caccia di Ronaldo & C., facendosene vanto sui giornali per mezzo di interviste rilasciate a truppe di leccaculo e giullari, così numerosi nel nostro bel paese.
Anche se il signor Billionaire è juventino e scaltro quanto basta da essere riuscito a farsi largo con successo in un mondo, quello della Formula 1, infestato dagli squali più di quello pallonaro, credo ci sia un limite a tutto nello sperare in un riavvicinamento del cavallo di razza Giraudo alla galassia del pallone. Non rinnegherò mai la stima per le sue capacità manageriali, nè per le idee che avrebbero dovuto portarci in pianta stabile nel gotha del calcio europeo e mondiale, a patto che i compagni di viaggio non siano cloni mal riusciti del classico cumènda tanto di moda nei film di Jerry Calà, quello del 2 ore, 54 minuti e 27 secondi da casello a casello... Alboreto is nothing.
E' vero, nessuno ha detto che un giorno la Juventus potrebbe rientrare tra gli appetiti della neo - strana coppia. Forse sono io che, contemporaneamente, ho gli incubi e sogno ad occhi aperti. In ogni caso, mi permetto di suggerire ad Antonio Giraudo una persona molto più piacevole e stimolante, per tutti noi che abbiamo imparato ad amare una certa Juve e vorremmo quanto prima ricominciare a farlo: si chiama Andrea, non spara cazzate e non vende occhiali o gioielloni kitsch a migliaia di euro.

Se visita il blog del Mago di Ios, è quello insieme a Lei nella foto sotto al titolo della home page. Quello insieme a Del Piero con la coppa del ventinovesimo scudetto. Bei tempi...

venerdì 17 agosto 2007

Siamo noi che (inor)ridiamo.



Sul forum j1897.com un utente ha pubblicato le foto della nuova maglia per la stagione 2007/2008, quella della Juve ovviamente (foto).
Le ha scattate, se ho capito bene, in un Nike Store di Bari. La compagnia dello smile, così attenta alla comunicazione dopo anni di inqualificabile arroganza Triadesca, aveva pomposamente annunciato che la nuova livrea del ritorno in A (mi viene l'acetone solo a pensarci, che torniamo in serie A) sarebbe stata svelata a Villar Perosa il prossimo 22 agosto, in occasione dell'ultima amichevole pre-campionato nella storica residenza estiva degli Agnelli (occhio, nipotini: tenete aperta la porta sul retro, casomai arrivasse qualcuno all'improvviso...).
Per quale strano caso della vita si sia vista prima sugli scaffali di un negozio qualsiasi che sulle spalle dei calciatori e di tanti tifosi, più o meno intimamente smaniosi di acquistarla, rimarrà un mistero per le prossime inchieste di Corrado Augias. Di certo rimane il fatto, l'ennesimo, che con Romy Gai queste scemate da dilettanti non sono mai accadute e non di certo grazie a telefonate o sequestri (!) di arbitri o volgari comportamenti anti sportivi.

Semplicemente, Romy Gai sapeva fare bene il proprio lavoro. E non era il solo.

martedì 14 agosto 2007

La telefonata.


YAKI: Pronto?

AVVOCATO: Ciao Yaki.

YAKI: Chi parla?

AVVOCATO: Sono il nonno… il nonno Gianni.

YAKI: (silenzio) …

AVVOCATO: Yaki?

YAKI: Ciao nonno… ma… come stai?

AVVOCATO: E come cazzo devo stare, Yaki. Secondo te da dove ti sto chiamando?

YAKI: Ah già, scusa. Come si sta lassù nonno?

AVVOCATO: La verità?

YAKI: Certo nonno, dimmi la verità.

AVVOCATO: Diciamo che… giù da voi non me la passavo poi così male…

YAKI: Beh, certo… ma lì come si sta?

AVVOCATO: Ho rivisto un sacco di gente, proprio un sacco…

YAKI: Fico!

AVVOCATO: Fico? Ma sei Yaki o Lap… vabbè… Senti, come va lì?

YAKI: Bene. Abbiamo presentato la nuova Cinquecento, è piaciuta molto.

AVVOCATO: Sono contento. Come va l’Azienda?

YAKI: Boh?

AVVOCATO: Come, boh? Sei scemo?

YAKI: No… è che… Gabetti non mi dice mai niente.

AVVOCATO: Cosa? Gli avevo detto di starti dietro, di insegnarti il mestiere. Come sarebbe “non mi dice mai niente”?

YAKI: Ma no, qualcosa mi dice… ma è un po’ difficile. Per me è roba complicata l’Azienda, nonno.

AVVOCATO: Sì, sì… Mamma come sta?

YAKI: Bene.

AVVOCATO: Tuo fratello?

YAKI: Bene.

AVVOCATO: Ha smesso di fare il deficiente in giro?

YAKI: Come?

AVVOCATO: Hai sentito benissimo. Ho capito, non ha smesso…

YAKI: Ma no… Sai com’è Lapo… gli piace divertirsi.

AVVOCATO: Sì, sì… Cercate di stargli dietro… mi sono spiegato, vero?

YAKI: Certo, nonno.

AVVOCATO: E la mia Juve?

YAKI: (silenzio) … come?

AVVOCATO: Pronto? Yaki?

YAKI: Sì, dimmi nonno.

AVVOCATO: Yaki, stai bene?

YAKI: Certo, nonno.

AVVOCATO: Ti dicevo, la mia Juve? Lo sai, l’estate scorsa è arrivato quassù il Brindellone. E’ da allora che gira con un sorriso idiota stampato in faccia, chi hanno comprato prima che partisse?

YAKI: E’ arrivato chi?

AVVOCATO: Il Brindel… ah scusa, Yaki… lo chiama così quella sagoma di Moggi: Facchetti, quello dell’Inter…

YAKI: Ah, Facchetti… Non lo so chi hanno comprato, nonno.

AVVOCATO: Ma sì, cosa me ne frega… era tanto per dire. Ma noi, l’abbiamo messa la terza stella?

YAKI: (silenzio) … come?

AVVOCATO: Yaki, sei diventato sordo o mi prendi per il culo?

YAKI: No, dimmi nonno.

AVVOCATO: La terza stella sulla maglia della Juve, Yaki: l’abbiamo messa?

YAKI: Veramente no, nonno… non ancora.

AVVOCATO: Come no, Yaki?

YAKI: (silenzio) …

AVVOCATO: Quando è arrivato quassù lo zio Umberto mi ha detto che prima di partire ha detto a Giraudo e Moggi di prendere Capello… Mi stai dicendo che Capello non è riuscito a vincere tre campionati con la Juve? Con quella Juve?

YAKI: Beh… sì nonno…

AVVOCATO: Sì cosa?

YAKI: No, non c’è riuscito…

AVVOCATO: Quanti ne abbiamo vinti?

YAKI: (silenzio) …

AVVOCATO: Yaki, quanti ne abbiamo vinti?

YAKI: Nessuno, nonno.

AVVOCATO: Porca vacca. Ma perché, il Milan chi ha comprato?

YAKI: Nessuno, nonno.

AVVOCATO: E come ha fatto a vincere tre campionati se non ha preso nessuno?

YAKI: Non li ha vinti il Milan, nonno…

AVVOCATO: (silenzio) …

YAKI: Nonno, io dovrei andare… Magari richiama alla sera, così parli anche con Lapo…

AVVOCATO: Ma che razza di str…

YAKI: Dopo l’ora di cena trovi anche…

AVVOCATO: Stai zitto! Non ci sentiamo da quattro anni e tu “devi andare” ?!

YAKI: Scusa, nonno…

AVVOCATO: (silenzio) …

YAKI: Scusa, nonno…

AVVOCATO: Stavo dicendo… chi li ha vinti ‘sti campionati, allora?

YAKI: L’Inter.

AVVOCATO: Chi?

YAKI: L’Inter.

AVVOCATO: silenzio (…)

YAKI: silenzio (…)

AVVOCATO: Ascoltami Yaki, ascoltami bene: allora… mi stai prendendo per il culo?

YAKI: No, no, nonno…

AVVOCATO: Non ci volevo credere, invece aveva ragione…

YAKI: Cosa… Chi aveva ragione?

AVVOCATO: Quando lo zio Umberto mi diceva di fare andare avanti suo figlio Andrea, che tu e Lapo non avete la stoffa… io dicevo “ma no, vedrai, non aspetteranno mica che io muoia per fare puttanate. Sono ragazzi in gamba, in fondo”.

YAKI: Ma no, guarda che Andrea può tornare quando vuole, nonno… se decidess…

AVVOCATO: Tornare? Perché, dov’è andato?

YAKI: No, volevo dire che se Andrea vuole non è necessa…

AVVOCATO: C’è qualcosa che devi dirmi, Yaki?

YAKI: No, no… tutto ok, nonno…

AVVOCATO: Tutto ok, dici…

YAKI: Tutto ok, davvero.

AVVOCATO: Yaki, come stanno Giraudo e Moggi?

YAKI: (silenzio) …

AVVOCATO: Yaki, come stanno Giraudo e Moggi?

YAKI: Penso bene, nonno…

AVVOCATO: Pensi? Una volta ogni tanto, non potresti andare a vedere un allenamento, a fare un saluto in sede? Non te ne frega proprio niente della Juve? Cosa devo fare per farti capire quanto ci tengo?

YAKI: No, nonno… io ci tengo tantissimo alla Juve. Pensa che sono anch…

AVVOCATO: Taci. Hanno iniziato il nuovo stadio?

YAKI: (silenzio) … di che stadio… quale stadio intend…

AVVOCATO: Adesso basta!!!

YAKI: (silenzio) …

AVVOCATO: Yaki, grandissimo piciu… c’è una cosa che devi sapere…

YAKI: Certo, nonno…

AVVOCATO: L’Amministratore, quassù, ogni tanto concede… come dire… un premio a chi se lo merita. Può capitare che… al posto di una telefonata, ti dia il permesso di fare un salto di persona, lì da voi… giusto per vedere come vanno le cose. Mi segui?

YAKI: Ehm… più o meno, nonno… Cosa significa “di persona”?

AVVOCATO: Significa che se, per esempio da una telefonata, qualcuno – come me ora, metti il caso - capisce che… dopo la propria partenza qualcun altro, lì da voi, ne ha approfittato per fare il coglione… magari lo racconta al Proprietario di questo posto… beh, sai come sono fatti quassù… Il Proprietario è un po’ all’antica, non ama gli eccessi, quindi…

YAKI: Quindi?

AVVOCATO: Quindi, per evitare di spedire la convocazione al coglione di turno sulla Terra e farlo venire subito ad abitare qui… lascia venire giù un familiare per sistemare le cose… mi segui ora, Yaki?

YAKI: Credo di sì… ma… saranno proprio eccezioni, vero nonno?

AVVOCATO: Assolutamente sì… capita molto, molto raramente.

YAKI: Ah, mi sembrava… non vuoi mica che per qualch…

AVVOCATO: Stai zitto piciu.

YAKI: Come?

AVVOCATO: Ne parlavo giusto l’altro giorno a pranzo, con l’Amministratore…

YAKI: Di che cosa, nonno?

AVVOCATO: (silenzio) …

YAKI: Nonno?

AVVOCATO: Dice che non ci sono dubbi…

YAKI: Dubbi? Su cosa, nonno?

AVVOCATO: (silenzio) …

YAKI: Nonno? Su cosa non ci sono dub…

AVVOCATO: Io potrei far parte delle eccezioni… per Lui va bene…

YAKI: (silenzio) …

AVVOCATO: Hai capito, Yaki?

YAKI: Guarda nonno che non è il caso di fare delle tragedie per nulla… qui va tutto bene, te lo giuro! Non serve che tu venga a contr…

AVVOCATO: Devo andare, adesso.

YAKI: Aspetta nonno! Non c’è bisogno di fare così… Se vuoi posso farti parl…

AVVOCATO: Ciao, Yaki.

YAKI: Nonno! Non riattaccare! Possiamo rivedere con calma un paio di…

AVVOCATO: CLICK.

YAKI: No… no… no…

In quel preciso istante, nella stanza dove Yaki ha ricevuto la telefonata, entra Lapo:

LAPO: Hi, brother! Gimme five!

YAKI: (con lo sguardo perso nel vuoto) No… no… no…

LAPO: No cosa?

YAKI: (silenzio) …

LAPO: Hey, brother! Ma qui si sente una puzza micidiale! Hai mica pestato una merda, my friend?

Yaki si alza dalla sedia e si dirige lentamente verso la finestra, dando le spalle al fratello.

LAPO: Wow, brother! It’s amazing! Ecco cos’era... ti sei cagato addosso, brother! Era davvero odore di merda quello che sentivo!

Yaki si volta verso Lapo e lo fissa negli occhi.

LAPO: Don’t worry, brother! Ho appena messo a punto le nuove mutande basse in carbonio da… 4000 euro!

YAKI: Co… cosa?

LAPO: Yeah, brother! They burn out your ass…ti fanno andare il culo in fiamme, però... è lì il trucco!

YAKI: Ma che stai dicendo?

LAPO: Sìììììì… il trucco! Ti brucia il culo, ma quando alla sera finalmente le togli… stai da dio! And this situation makes you smile!!!

YAKI: (silenzio) ...

LAPO: Yaki? Che ne pensi?

YAKI: (silenzio)…

LAPO: Allora?

YAKI: Può darsi che uno di questi giorni venga a trovarti qualcuno...

LAPO: Fico! E chi viene, my friend? Ricevimento in piscina molto cool… per gente very smart?

YAKI: (silenzio) …

LAPO: Chi viene… Eh? Chi viene?

YAKI: Quando arriva digli che io non ci sono…

LAPO: Perché, dove vai?

YAKI: Via… Starò via per un po’…

Istruzioni per l'uso:
Finita la lettura della telefonata, ascoltare "Make me smile" di Steve Harley & Cockney Rebel, ad occhi chiusi.
Se penserete che chi ha inventato la telefonata sia un mezzo svitato, siete sani.
Se invece vi passeranno davanti agli occhi immagini tipo Del Piero che fa le linguacce a San Siro, Zidane che avvita al terreno mezza squadra avversaria con due finte, o ciò che diavolo vi pare di quanto abbiamo goduto in questi anni pazzeschi, allora siete malati di gobbite acuta.

Inguaribilmente. Come me.

lunedì 13 agosto 2007

Off topic.

Quattro giorni senza connessione significa non lavorare, oltre che non poter sparare cazzate sul mio blog.
Mi ha spiegato il tecnico telefonico venuto per riparare il guasto (che non c'era), che su trentaquattro addetti al servizio assistenza, solo cinque si salvano. In bocca al lupo a chiunque di voi abbia Fastweb.

P.S. Con Telecom, dice sempre lo stesso tecnico, è molto peggio. Non avevamo dubbi.

giovedì 9 agosto 2007

Il vero, il finto, il normale.


C'erano cose di tutti i tipi, ieri sera al Trofeo Moretti. Il gol di Del Piero, per esempio, era vero, verissimo. I capelli di Lucio Dalla erano finti, ma forse era vera la marmotta morta appiccicata sulla sua testa per simulare una chioma che non esiste più da decenni. Di Andrade pensavo che fosse un bidone: lo è, in effetti, quindi è vero. Il triangolino tricolore sulla maglia degli esauriti è finto per definizione, l'abbinamento Inter/scudetto è una contraddizione in termini. Lo stadio San Paolo quasi pieno era vero, i fischi alla Juve pure: l'operazione simpatia & smiles poteva funzionare solo nella testa di un uomo con le idee un po' confuse, e così è stato. L'unico a crederci era lui, ma non diciamoglielo che sennò, magari, per darsi un tono comincia a mettersi la cravatta e ci tiene il broncio. Zlatan Ibrahimovic, lui sì che era vero. Liberarsene a vantaggio degli esauriti rimarrà la più demenziale delle scelte fatte l'estate scorsa, scolpita nella roccia dai lampi di ogni sua giocata. Si mettano tranquilli i vari bambini prodigio brasiliani, oggi nessuno al mondo cambia faccia ad un reparto (e quindi a mezza squadra) come lo svedese. Cose vere e cose finte: e le cose normali?

Venderlo, appunto. E' stato normale.

mercoledì 8 agosto 2007

Un amico in più.


In occasione della mancata assegnazione all'Italia dei campionati europei di calcio del 2012, uno dei massimi esponenti della cultura stampata nostrana aveva manifestato sobriamente il proprio disappunto (foto).
Non avrebbe potuto essere altrimenti, visto il livello davvero eccellente dei prodotti con i quali occupa le edicole e finanzia lo squadrone granata. Dalla rivista For Men Magazine, quella con i trucchi per scolpire gli addominali di Giuliano Ferrara in sette giorni e durare a letto più di Sting dopo un beverone alla pappa reale, fino al sublime settimanale Dipiù, quello con i trucchi per farsi i cazzi degli altri sempre e comunque. A tal proposito, chiude provvisoriamente il cerchio del sapere, il libro di Fabrizio Corona intitolato La mia prigione, pubblicato anch'esso dalla Cairo Editore.
Anche provando per un momento a scrollarmi di dosso tutti i pregiudizi riguardo a ciò che è successo nel calcio italiano nel 2006, penso che nemmeno Moggi dopo cinque bottiglie di grappa e una serata con Lapo Elkann sarebbe caduto tanto in basso nella beceraggine da caserma. Ma ci sono persone con la memoria corta e su questo deve aver fatto affidamento il successore di Cimminelli, quando ieri ha dichiarato che, se la Juve comparteciperà all'investimento, lo stadio Olimpico di Torino potrà essere ampliato di 4000 posti.

E' un classico di questo blog ormai: clicchi sulla sua divertentissima immagine, Presidente. Per almeno 4000 volte.

martedì 7 agosto 2007

Ma come? Avevate detto che...


Per un medio ignorante come me in materia, la sintesi del Cda di ieri, suona più o meno così: l'anno scorso, c'erano perdite per parecchi quattrini (a causa della gestione sciagurata di Giraudo, non si dice ma è già stato sottolineato pochi mesi fa da Yaki Elkann). Le perdite sono ridotte a soli 900mila euro, in virtù delle cessioni avvenute lo scorso anno. Non si poteva fare di meglio, in quanto si è dovuto investire nella campagna acquisti di quest'anno per adeguare la rosa alla serie A.
Qualcosina per il mercato si potrebbe ancora spendere, ma non abbiamo fretta. Certo, aggiungo io, abbiamo visto che i migliori talenti fanno a botte per venire alla Juve, perchè darsi pena?
Sullo stadio nuovo, decideranno qualcosa a fine anno. Non ci sono abbastanza soldi, e qualcosa mi dice che la strada della ricapitalizzazione non verrà ripercorsa per un bel po', dagli pseudo-Agnelli.

Se queste sono le premesse del progetto quinquennale suggerito da Blanc per tornare dove eravamo l'anno scorso a maggio... oh yeah!

lunedì 6 agosto 2007

Qualcosa è cambiato.


Apprendo dal sito ufficiale della Juventus che la prima fase della campagna abbonamenti è terminata. Per chi fosse ancora strangolato dal dilemma "mi abbono o non mi abbono?", resta attiva la linea telefonica della new wave, quella che serve per stare più vicini ai tifosi.
Ad oggi, i nuovi (e vecchi) fedelissimi sono 16.000. Al Delle Alpi si sfiorarono i 40.000 nelle stagioni migliori (metà anni '90), fino a scendere sotto i 30.000 con l'avvento massiccio della pay-tv, (cito a memoria le cifre, "spannometricamente").
La disfatta della passata estate avrebbe dovuto, secondo la nuova linea del sorriso, avvicinare i tifosi alla squadra più di prima, grazie al ritrovato spirito di lealtà, sportività e bla, bla, bla. Superato il purgatorio, il ritorno in serie A, dopo l'astinenza forzata dal grande calcio ed una dignitosa campagna acquisti, doveva scatenare la corsa al tesseramento. Anche e soprattutto per via della nuova casa bianconera, quello stadio Olimpico ex-comunale che, quando è pieno, di tifosi ne può contenere la miseria di 25.000 più spiccioli.
Leggendo i principali forum bianconeri, ad un normale osservatore appare l'immagine di una tifoseria sì divisa tra nostalgici e colpevolisti, ma con questi ultimi lanciati verso la maggioranza assoluta, vuoi per convinzione, vuoi per stanchezza. Chi, come il sottoscritto, non ne vuole sapere di archiviare la castrazione subita dalla Juventus nel 2006, viene spesso tacciato di scarsa fedeltà ai colori della squadra amata, come se amare qualcuno significasse doverne accettare umori e capricci, sempre e comunque. Ammesso e non concesso che sia così, fatevi avanti voi, dunque. Pur facendo la tara della Torino storicamente fredda verso la Juventus, anche negli anni migliori, mi sembra che di fronte a certe cifre i predicozzi non reggano molto.

In fondo, voi innamorati a prescindere, siete la maggioranza. O forse no.

sabato 4 agosto 2007

Requiem.


La coppia Bertelli - Tronchetti, ha deciso che quella di prendere ceffoni in faccia non appena si affrontano avversari veri è una qualità esclusiva dell'Inter. Pertanto, al contrario del circolo di esauriti milanese, ha ritenuto opportuno togliersi dalle palle per manifesta inferiorità. Tutta l'Italia accoglie con sgomento la drammatica notizia, prendendone atto in rispettoso silenzio.
Signor Telecom, clicchi sulla foto della bagnarola da millemila miliardi e ascolti il commosso saluto di un intero Paese.

Per lei. Anzi, crepi l'avarizia, anche per Afef.

venerdì 3 agosto 2007

Le prime coliche.


L'insurrezione è stata trasversale. Da destra a sinistra, alcuni parlamentari di fede non juventina hanno duramente criticato la decisione della Lega di includere la Juventus tra le teste di serie della prossima serie A.
Ignazio La Russa, ha detto che non gli va di essere preso in giro. Gavino Angius, ha sintetizzato il presunto favoritismo riservato ai bianconeri con una domanda: "Ricominciamo?"
La replica del Mimo non si è fatta attendere. Nel pieno rispetto della nuova simpatia applicata al calcio, si è chiamato fuori da qualsiasi considerazione di merito. La decisione, dice il Mimo, è stata presa dalla Lega senza nessun tipo di richiesta da parte nostra. A far buon peso, le teorie congiunte della coppia Ranieri - Buffon, che avrebbero addirittura preferito non essere teste di serie. Il portiere, per non beneficiare di alcun vantaggio (!). Il neo allenatore, per incontrare subito le grandi, in modo da sfruttarne la condizione non ancora ottimale di inizio stagione. Un classico ragionamento da vincente predestinato, non c'è che dire.
Un minimo ma sincero scatto di orgoglio, almeno stavolta, non avrebbe guastato. Lo sconquasso della passata stagione, ha ritracciato la mappa dell'aristocrazia calcistica italiana solo per qualche mese, e non per meriti o demeriti sanciti dal campo di gioco. Sarebbe stato onestamente credibile inserire la Juventus nella fascia del Catania, di grazia? Non tanto sulle coliche di interisti o romanisti, rimango perplesso: è sull' atteggiamento sempre e comunque remissivo a brandire con orgoglio e forza la storia che ci appartiene, contro chi pensa di dover fare in fretta a darci il colpo di grazia, finchè siamo moribondi perchè tramortiti da calciopoli. Qui sì, rimango perplesso.
Non ero abituato a guardare la mia Juve come un cannibale del Congo guarderebbe un telefono palmare a comandi vocali. In occasioni così, mi mancano tantissimo le battute dell'Avvocato. Lui avrebbe trovato di certo un modo, lucido e fulminante, per riportare sul binario giusto i La Russa o gli Angius di turno.

Magari ricordando che esistono teste di tutti i tipi, non solo di serie.
E ognuno, ha quella che si merita.

giovedì 2 agosto 2007

Gli strateghi del silenzio altrui.


Su La Stampa di oggi, ecco l'ennesimo articolo sputtana-Triade, questa volta sulle plusvalenze riferite ai calciatori scarsi.
Non pretendo che il quotidiano di Casa Agnelli si comporti come la Pravda di una volta con il partito comunista sovietico, ma il grado di ossessione che ha colpito l'intera nomenklatura Fiat-Ifil-NuovaJuventus è nauseante. Neppure dopo la B, i titoli tolti (ma rivendicati dal presidente ventriloquo) e l'Europa vista in tv per almeno due anni, questa associazione per deprimere riesce a proporre qualcosa di proprio ed originale, che prescinda dal vomitare veleno sulla passata gestione. Non ci vuole troppo acume per vedere come, da sempre, le prime firme sportive del giornale torinese parlino bene con molta fatica, della squadra bianconera. In questi anni, con Roberto Beccantini & C., si sono viste e lette cose che, una volta di più, avranno fatto capottare la bara dell'Avvocato sino al confine con la Francia. Con quella demagogia mista a sufficienza, stile Cannavò, specialmente quando si è trattato di commentare doping e arbitraggi fino all'apoteosi di calciopoli.
Mentre la procura federale ha improvvisamente esaurito il carburante dei processi-lampo, per i quali un anno fa si fece fare da Guido Rossi un rifornimento-lampo, in stile Formula 1, davanti a società fuori posto proprio nella contabilità, il puntino rosso del mirino laser ballonzola sempre e soltanto sulla fronte di quei tre, la famigerata Triade. Tralasciando la disonestà intellettuale che sta dietro a questa strategia, non si capisce come questi continui spot a ciò che non esiste più (o no?) possano giovare a quella Juventus che si vorrebbe far ripartire di slancio, nel segno della simpatia e della lealtà.
Chi ne ha voglia, si vada a rivedere i componenti del Cda dal 2000 in avanti. Il progetto Mondo Juve e le relative plusvalenze, o le cessioni "allegre" di qualche signor nessuno, erano approvati anche da coloro che oggi recitano la parte dei puri traditi dai banditi.
Il silenzio di Antonio Giraudo, il quale tace dalla scorsa estate, non rappresenta solo il tipico atteggiamento del cavallo di razza nei momenti di tempesta. E' stata, almeno fino ad oggi, un'occasione persa dal mimo e tutta la sua compagnia di giro per far cadere nel dimenticatoio le marachelle che nessuno sembrava in grado di vedere. La mia speranza è che, continuando così, l'associazione per deprimere restituisca la parola anche a Giraudo.

Ho il sospetto che, rispetto a Moggi, farebbe molto meno folklore, ma molto male alle palle di qualcuno. Altro che una bottiglia di plastica.

mercoledì 1 agosto 2007

La leggerezza.


La chiusura delle indagini sull'incidente di Vinovo, riapre una ferita che per i genitori di Alessio e Riccardo sarà sempre una faglia nel cuore e nell'anima. Avere un figlio che gioca nelle giovanili della Juventus, dovrebbe riempire qualcosa di più dell'orgoglio, umanamente comprensibile, di un genitore. Dovrebbe essere, prima di tutto, il lusso di vivere momenti di libertà al riparo da tentazioni e pericoli.
Quando calci un pallone in mezzo alla strada, come succede a tanti, la fortuna deve avere sempre un occhio di riguardo per te. Se lo fai in un centro sportivo nuovo di zecca, appena inaugurato sotto le insegne della Juventus F.C., l'occhio di riguardo dovrebbe essere compreso nel prezzo.
Quando Ferramosca e Neri morirono, pensai che la sfiga di quel tragicomico 2006 (tragico per Pessotto, comico per calciopoli) avesse voluto chiudere col botto. E che botto, dannazione. Scusate il cinismo, ma in questi casi la retorica della fatalità ha un sapore talmente acido da risultare indigesto anche al più affamato degli spettatori. Se è vero che negli spogliatoi del centro sportivo un cartello invitava chi calciava un pallone nel laghetto ad andarlo a recuperare, di fatale non c'è stata che la leggerezza di chi l'ha ideato, quel cartello.
Se dovessi, come padre, pensare ad una maledizione insopportabile con la quale dover convivere, non saprei quale scegliere.

Avere perso un figlio così, senza senso. O avere perso il controllo del figlio di qualcun altro, quando spettava a me evitare che accadesse.