lunedì 3 marzo 2008

Vaffanck-off, Mr. Tinkerman.


Visto il titolo di lord inglese conferitogli dalla stampa - bisognosa di un altro smile boy da affiancare alla nuova Juventus - per le sue buone maniere, ce lo mandiamo un po' in italiano e un po' in inglese. L'importante è che non abbia dubbi sul senso dell'invito che gli rivolgiamo (sapendo di essere in buona e abbondante compagnia): rinunci, vada via, sparisca.
E' vecchia quanto il mondo la storia dell'iniquità del prendersela con un solo uomo, ogni volta che i risultati sono al di sotto delle aspettative (legittime o meno) in un progetto calcistico. Mica si possono mandare via tutti i calciatori - è la spiegazione classica - quindi si prova a scuotere l'ambiente cambiando l'allenatore.
Bisogna ammettere che quello della Juventus è un caso anomalo (e ti pareva) perché, ad onor del vero, sarebbe necessario iniziare l'opera di disboscamento segando alla radice l'intera para-dirigenza col sorriso, continuando poi con una larghissima parte della rosa di pipponi marci indegnamente autorizzati a vestire la gloriosa maglia della Juventus, per poi giungere - dulcis in fundo - all'abbattimento dell'allenatore. Ma siamo realisti, quindi limitiamoci a quest'ultimo.
Sentirgli dire di essere "dispiaciuto soprattutto per il risultato", dopo la prova a dir poco indegna offerta ieri dalla Juventus, ha del surreale. Prova indegna che fa seguito - è bene ricordarlo - a quelle di un intero campionato, durante il quale questo stagionato allenatore nel pallone non è stato in grado di dare una fisionomia ad una squadra, pur avendo potuto gestirla, senza l'ingombro degli impegni infrasettimanali, per otto mesi consecutivi.
Gran parte delle scelte tragicomiche di calciomercato sono state frutto di sue indicazioni (Tiago l'esempio più eclatante), e vederle sistematicamente marcire in panchina, dopo il tentativo andato a vuoto di disfarsene già lo scorso gennaio (con effetti disastrosi a livello economico, tra l'altro) non depone certo a favore del mister romano dalle idee molto confuse.
Se c'era un aspetto sul quale chiunque avesse allenato la Juventus del dopo-farsa avrebbe dovuto saper fare leva, quell'aspetto era la motivazione dei giocatori, in particolar modo quelli reduci dal purgatorio della serie B. Anche le formazioni di Marcello Lippi (un nome non a caso), in alcuni periodi della sua lunga esperienza in bianconero, avevano lasciato a desiderare nella qualità del gioco espresso. A detta di tutti, però, nessuno al mondo valeva il Marcello nella capacità di motivare gli uomini, nella capacità di allenare i cuori e le menti dei suoi calciatori.
Avere scelto un Mr. Tinkerman qualunque (un uomo adatto, cioè, al progetto di smileizzazione della società bianconera e quindi in linea con la visione "purificatrice rispetto al passato" della nuova dirigenza) ha fatto sì che le uniche energie - per superare i limiti di una squadra resa mediocre dalla svendita sottocosto dei suoi fenomeni - i campioni rimasti le abbiano dovute ricercare (e trovare) da soli, scavandosi dentro senza l'aiuto di nessuno.
Partite come quella di ieri, sono la prova più evidente di quanto valga questa Juventus quando gli elementi della vecchia guardia scendono (di numero) sotto la soglia minima, rendendo necessario giocare a carte scoperte con le pedine e le idee di Mr. Tinkerman.
Un altro bidone marcio ultratrentenne (Mellberg, avallato dal solito Ranieri, quindi toccatevi le palle) è in arrivo per la prossima stagione, quella che secondo i più ottimisti dovrebbe riconsegnare la Juventus all'Europa che conta.
Secondo me, anche disporre di un assegno in bianco per completare una rosa che - ora come ora - faticherebbe a passare i gironi preliminari, non risolverebbe il problema di fondo. E per quanto si è visto dall'inizio della stagione, consegnare a Tinkerman uno o più talenti sarebbe comunque come regalare un flipper ad un monco: soldi buttati.
In attesa che si tolgano tutti dai piedi, dai fratelli Tutorizzati ai fantocci senza senso di Corso Galfer, proviamo almeno a fare in modo che il fuoco tra le macerie della vecchia Juventus (nel frattempo diventato fiammella), possa essere alimentato e reso ancora vivo da qualcuno in grado di farlo, anche senza il tanto decantato sorriso idiota in dotazione.

Non è necessario farlo subito, ma è indispensabile farlo. Perché quella fiammella non durerà in eterno.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

la cosa più scandalosa di questo allenatore è che dall'inizio della stegaione ripete la solita tiritera "dobbiamo lavorare e migliorarci" ma qualcuno lo ha avvisato che il campionato finisce tra due mesi? quando ha intenzione di "migliorare", per le amichevoli di luglio-agosto? c'è un'altra dichiarazione del dopo-partita di ieri che sottopongo alla tua attenzione: "l'ingresso di papa waigo ci ha messo in difficoltà, ce lo aspettavamo; bravo prandelli"...l'avrei preso a martellate sui denti dopo una aver detto una cosa simile. domanda: ma che diavolo ci stai a fare in panchina se il tuo collega fa una mossa (che ti aspetti, parole tue!!!) e non adotti alcuna contromisura? sapendo, tra l'altro, che proprio nella zona di papa waigo c'è un "fenonemo" della pedata che risponde al nome di molinaro? faby

Trillo ha detto...

L'ho letto anch'io l'elogio di Papa Waigo. Le idiozie di quest'uomo sono perfettamente in linea con gli inetti che siedono in tribuna (nei posti riservati alla dirigenza).
Quella di ieri è stata una prova di incapacità penosa, in un quarto d'ora (inserendo un panchinaro) i "viola di botte" ci hanno messi all'angolo e ridicolizzati.

gian ha detto...

perchè siete tanto crudeli con ranieri?
mi sembra che i viola abbiano inserito niente popo di meno che papa waigo... mica un piripicchio qualunque...

Roberto J29 ha detto...

Domenica difficile da digerire. Poi in serata è arrivata la buona notizia che al San Paolo di Napoli hanno smaltito i "rifiuti"!
...alcuni residui, però, vanno recuperati e smaltiti anche a Torino.

marco99 ha detto...

Secondo me prima del mister vanno mandati via i dirigenti-smile.
Poi va sfoltita pesantemente la rosa; da molinaro a grygera passando per brazzo e nocerino.

Anonimo ha detto...

se sei un perdente, sei un perdente (ranieri, cioé). se sei un vincente, lo resti (vd capello).
C'é alro da aggiungere?
E' tutto parte del grande disegno del Dentone: adesso dovremo cambiare allenatore ogni 6 mesi, fino a quando nn troveremo un incapace senza patentito coi bellicapelli. E li la metamorfosi sarà completa.
mancherà solo cambiare la maglietta ed i colori sociali.
Ma a quel punto, visto che i tifosi della juve saranno ormai poche centinaia, chissenefrega?
Fanculo Tinkerman, fanculo cobollogiglio et company.
cazzo!
Morig67

Antonio ha detto...

mmhh...non sarei così precipitoso con ranieri. Devo riconoscere che forse sono in minoranza nel giudicarlo, perchè da altri interlocutori a me cari ed ai quali riconosco preparazione nel football non sono teneri con lui.
Non c'è dubbio che al momento la dirigenza è il punto più debole, per non scomodare la proprietà. Sul tecnico però riconosco un certo coraggio in cui ha affrontato alcune gare, vedi contro la roma, lasciandomi comunque perplesso nell'impotenza che lo ha colpito nell'andata di coppa italia contro l'inter salvata solo dal gol di alex. Gli episodi! Forse ha contribuito a sbagliare alcune scelte di mercato come tiago. Ma anche lì ci sono a mio parere alcune attenuanti, anche se generiche. Il fatto è che la ns juve è formata da 6/7 calciatori di un certo pianeta e da alcuni che trovano difficoltà e che spero crescano al più presto. Rimane un fatto. A questo punto della stagione è confermato sul campo quanto si poteva prevedere in estate; siamo allo stesso livello della fiorentina, mentre inter, roma e milan ci sono superiori.
Speriamo bene, oppure dovremmo augurarci di sperare male? Nel senso che un mancato 4 posto ci libererebbe da cobolli & ciurma? Se così fosse, temo che buffon e trezeguet potrebbero andar via. Un bel dilemma.