lunedì 31 dicembre 2007

Auspici 2008.


A chi mi ha fatto tornare la voglia di capire e lottare per la verità.

A chi ha avuto l'umiltà di saper ascoltare e, anche se adesso è molto più incazzato di prima, grazie a lui (ed a tutti quelli come lui) siamo sempre di più ad aver capito e lottare per la verità.

A chi ha iniziato a tremare per l'emozione quando i cancelli del Comunale aprivano alle 17.30 e non potevi più pisciare fino alle 23.30, casomai si fosse andati ai calci di rigore.

A chi è ancora abbastanza giovane da sperare in un nuovo capitolo di quella che fu, per oltre un secolo, la più grande storia di campioni e di vittorie mai visti, ma ha avuto la fortuna, come me, di vedere vincere la Juventus per la prima volta con un gol di Altafini a dieci minuti dalla fine, in una bolgia che, a pensarci oggi, mi sembra impossibile che mio padre mi ci avesse portato: eppure lo fece, e lo ringrazierò per sempre.

A chi non c'è più, e non si immagina nemmeno quanto la sua scomparsa sia stata in grado di risvegliare i più meschini istinti in persone che... se solo potesse vederli con i propri occhi... riposi in pace, se può.

A chi ha svenduto ciò che non gli appartiene senza provare nemmeno un po' di vergogna, abituato com'è a circondarsi di ometti senza dignità, a raccontare balle a destra e a manca, a sentirsi sempre rispondere di sì.

A chi non ha avuto la dignità di rifiutare quel cerino acceso, come se ribellarsi ai capricci e agli ordini del capo fosse qualcosa di disonorevole, e non, talvolta, un modo per onorare chi davvero ha lasciato un segno in questa vita. E affanculo il capo.

A chi ha avuto lo stomaco di ingoiare tutto senza fiatare; a chi ha ingoiato tutto fiatando eccome; a chi ha ingoiato tutto dopo essere stato usato, lui che un pezzo di quella storia l'aveva già scritto una volta, a suon di gol, ed è forse l'emblema di quanto i nuovi nocchieri (da Maranello a Corso Galfer) siano privi di memoria, oltre che di decenza.

A tutti quanti questi individui, siano essi uomini, persone o semplici esseri viventi, auguro per il nuovo anno una cosa soltanto: che ognuno abbia in regalo ciò che si merita, o anche solo ciò che gli spetta.

Perché in fin dei conti il tempo è galantuomo, e di galantuomini, in questa storia, ce ne sono stati davvero pochi.

P.S. A tutti coloro che non rientrano nelle categorie sopracitate, il solito ma sincero augurio di Buon Anno, sia esso vero o di cartone.

1 commento:

Cirdan ha detto...

Buon Anno Ilich...
Stasera di cartone ci sarà solamente il fondo del panettone, per noi, che di cartone, abbiamo solamente idolatrato Mazinga "Z"!